Fare formazione oggi significa dare valore aggiunto a un’azienda: non ci si può limitare a comunicare un messaggio, bisogna riuscire a farlo applicare concretamente. Quella del formatore è diventata una professione complessa e specialistica, con una grande responsabilità sia verso le aziende che verso i discenti.

I segreti di ogni formatore di successo sono tanti, ma, sintetizzando (qualità importantissima per un formatore), quelli fondamentali si possono ridurre a cinque.

 

  1. Avere e trasmettere passione e entusiasmo

L’efficacia di un messaggio si misura sulla base di ciò che percepisce il destinatario, e non da ciò che si è comunicato. Proprio per questo, la passione e l’entusiasmo diventano il combustibile necessario per un processo formativo.

La passione, oltre a rendersi visibile attraverso le emozioni e il linguaggio del corpo, oltre a permettere di tirare fuori il meglio di sé nel fare il proprio lavoro, è anche fortemente contagiosa, e quindi coinvolge tutti i partecipanti, motivandoli a seguire e a cambiare.

 

  1. Saper presentare e “vendere” la formazione in azienda

In molte aziende oggi si fa formazione, ma quanti ci credono veramente? Troppi la considerano una necessità da assolvere, non prioritaria rispetto ai problemi dell’azienda, lontana dalla realtà di tutti i giorni, un esercizio di puro stile senza conseguenze sulla realtà pratica. Spesso si confonde formazione con scuola e necessità di crescita con inadeguatezza rispetto alla funzione. Si ha paura a rimettersi in gioco, non sono chiari gli obiettivi e i contenuti della formazione: di fatto, non si crede nella possibilità che la formazione ha di far crescere e cambiare realmente le persone.

Per questo una delle difficoltà più grosse del formatore, interno o esterno all’azienda, è riuscire a presentare il proprio lavoro, a “venderlo”, nel modo giusto. E proprio per questo è necessario dedicare tempo e lavoro di qualità nella progettazione, senza sottovalutare l’aspetto comunicativo e relazionale: è fondamentale intercettare la figura di riferimento in azienda e riuscire a comunicarle impatti e vantaggi della formazione.

 

  1. Analizzare le esigenze e trovare soluzioni creative, innovative e concrete

L’individuo non apprende solo ascoltando, ma anche guardando e sperimentando: lo si vede molto bene osservando i bambini. Ecco perché la scelta dei metodi formativi con cui trasmettere i messaggi diventa un altro fattore cruciale per un formatore di successo.

Non esiste però un metodo formativo migliore rispetto a un altro: è la loro combinazione in funzione del problema e del target dei partecipanti che fa la differenza. La fase di progettazione è delicata e complessa, e si può realizzare solo dopo aver analizzato bene le esigenze della direzione e dei partecipanti e la loro realtà contestuale.

Solo dopo aver identificato esattamente le competenze da implementare, le problematiche della realtà di riferimento, le resistenze dei partecipanti e il gap tra la situazione attuale dei partecipanti e le esigenze dell’organizzazione, si può iniziare a progettare i possibili metodi formativi da usare per trasmettere i messaggi giusti nei diversi contesti.

L’importante non sono gli strumenti, ma l’obiettivo, ossia far sì che i partecipanti apprendano.

 

  1. Saper creare una relazione di fiducia e coinvolgere i partecipanti

Quante volte i partecipanti ritengono la formazione noiosa, ridondante e distante dalla propria realtà?

Il segreto per attivare interventi dinamici, efficaci e in grado di generare entusiasmo e partecipazione non sta solo nella passione e nella scelta dei metodi formativi, ma anche nella capacità di creare un legame di fiducia con l’aula.

Per apprendere, i partecipanti devono far cadere le loro resistenze e difese, e mettersi in gioco: ecco perché è importante che si sentano a proprio agio, in un ambiente protetto, e vedano nel formatore un aiuto concreto e una figura di riferimento.

Coinvolgendo i partecipanti con giochi e esercizi, facendoli divertire, facendo vivere le esperienze formative come momenti informali vivi e di confronto attivo, si riesce a sviluppare una relazione di fiducia positiva e di stima reciproca.

 

  1. Riuscire a far applicare le cose, cambiando realmente le persone e misurando la formazione

Riuscire a passare dalla formazione alla pratica, aiutando i partecipanti a applicare concretamente le competenze e le idee trasmesse nella formazione, è forse la cosa più difficile e importante per un formatore di successo.

Questa è la parte più difficile, perché, oltre alla grande differenza che permane tra capire e condividere le cose e saperle mettere in pratica, spesso il partecipante in questa fase è lasciato da solo. Ma il compito del formatore può ritenersi esaurito solo quando il partecipante è riuscito realmente a applicare la competenza, crescendo e cambiando.

Per allenare le competenze apprese e misurarne la crescita, oggi, gli strumenti sono moltissimi: workshop di follow up, coaching one-to-one (anche telefonico o via skype), strumenti digitali come simulatori e business game… Rimane fondamentale prevedere e organizzare momenti di misurazione del cambiamento che si integrino con i sistemi di valutazione delle performance aziendali, e pensare a interventi mirati anche sui capi, responsabili del supporto sul campo.

 

Insomma, il compito di un formatore di successo non è molto semplice, oggi, e soprattutto non si esaurisce nel momento formativo, ma comprende attività, anche molto laboriose, prima e dopo.