Siamo protagonisti o spettatori (a noi la scelta) di un’evoluzione digitale che avrà i risvolti di una rivoluzione selettiva: secondo Pet Gelsinger, CEO di VMware, il 40% delle 500 aziende definite oggi leader dall’indice S&P 500 non esisterà più entro il prossimo decennio.

In altre parole, 4 aziende su 10, oggi leader di mercato, andranno incontro a fusioni, cambiamenti sostanziali o cesseranno del tutto di esistere entro il 2025.

La necessità per le aziende grandi e piccole è di emergere per rimanere visibili: l’immobilità oggi è il rischio più grande. Saper innovare come una start-up e sostenerne la delivery come un’azienda consolidata in questo panorama diventano chiavi di volta fondamentali per proiettare il proprio business al domani.

 

Tutte le cose che sono veramente grandi, a prima vista sembrano impossibili” diceva Nietzsche. E quel “a prima vista” vale a dire che è necessario esplorare, cambiare modalità di approccio, sperimentare nuove strategie e abbracciare il cambiamento sviluppando una cultura dell’innovazione senza impantanarsi nel limbo dell’infertilità.

 

Sperimentare, creare e delineare strategie flessibili e vincenti significa per le aziende operare nell’ottica di in un alto rischio di impresa assoggettato inevitabilmente al tempo di sviluppo che deve fare i conti suo malgrado con un mercato velocissimo, imprevedibile e inarrestabile.

Dedicarsi esclusivamente a un nuovo modello di business divorziando dal vecchio è un passaggio più semplice e lineare per aziende con strutture organizzative orizzontali sistemiche che inducono a comportamenti coerenti con lo sviluppo delle risorse, con la ricerca di soluzioni innovative e con la condivisione delle informazioni.

 

Ecco dunque che i modelli comportamentali di engagement, feedback, di cultura dell’errore e autonomia diventano fortemente interconnessi e speculativi per una mission aziendale che vira alla riuscita. Come a sottolineare che, sotto il “regime tecnologico” che modellerà i modelli business delle aziende leader nel mondo, i concetti di consapevolezza, creatività, volontà e atteggiamento spettano sempre e solo all’essere umano.