Diventa oggi il leader che hai sempre voluto essere

Diventa oggi il leader che hai sempre voluto essere

Articolo a firma di Alessandro Frè e Federico Ott apparso sul numero di Agosto di 2018 di Leader.

Il vero leader è colui che impugna il potere e non lo trattiene a sé, ma lo trasmette come una fiamma olimpica.- Stephen Littleword

E come la fiamma olimpica percorre peregrinazioni tortuose per giungere dall’Antica Olimpia ai luoghi designati allo svolgimento dei Giochi, anche il viaggio del leader può assumere i tratti mitologici di una vera e propria sfida epica, che molto spesso si gioca sul terreno dell’introspezione.

Identikit del leader iperuranico
Il leader è colui che ha l’onere e l’onore di traghettare l’impresa verso la direzione desiderata, di tracciare rotte e disegnare orbite con precisione quasi chirurgica. È il vero depositario della visione, quella capace di ispirare i collaboratori. È la persona alla quale viene chiesto di uscire dagli schemi, adottando soluzioni creative e talvolta impensabili affinché la visione diventi realtà. Il leader è in grado instaurare un rapporto talmente profondo da creare empatia e coinvolgimento, ma anche di trasmettere una profonda convinzione circa l’importanza del progetto. E’ una leadership magnetica dove la comunicazione della vision assume un ruolo strategicoE non servono regimi di terrore o beceri autoritarismi: la moneta che compra tutto ciò ha incisa sopra l’immagine della motivazione e dell’incoraggiamento, dell’entusiasmo. Perché il vero leader promuove la crescita dei propri collaboratori e non solo non li vive come possibili futuri antagonisti ma li stimola a divenire leader a loro volta.

Solo partendo da un rapporto di fiducia si potrà aumentare la collaborazione spontanea e spingere il team a risultati eccellenti, stimolando idee e soluzioni originali. Lavorando sui collaboratori, individuando i migliori e delegando i compiti che altri più di lui sono in grado di assolvere con maggior efficacia.
E infine, la passione. Un sentimento d’ardore viscerale, antico e talvolta crudo, che ha il potere di far scoccare la stessa scintilla anche nell’altro, di far stringere relazioni decisive con collaboratori imprenditori o finanziatori, compagni di viaggio nella strada verso il successo.

Il leader non ha paura di misurarsi
La ricerca del miglioramento, potenziamento e crescita dev’essere prerogativa di qualunque manager che voglia fregiarsi del titolo di leader.
E questa possibilità esiste. E’ un sistema di valutazione manageriale innovativo quello progettato da Kube, nato da Newton Factory – costola di Newton Management Innovation del Gruppo 24 Ore. Kube si presenta come un vero e proprio viaggio in una dimensione quasi alternativa dove gli automatismi, le consuetudini e quei riflessi quasi fisiologici che accompagnano il modus operandi del manager perdono ogni peso.
Kube è un’esperienza a 360° che immerge il manager di medio e alto livello in situazioni complesse da gestire, accompagnandolo in un vero e proprio viaggio alla scoperta le proprie aree di miglioramento. Ed è questo il goal verso cui questo strumento formativo vuole portare il manager: tracciare la rotta per diventare un manager migliore.
Kube consta di una stanza di simulazione, la cosiddetta “The Room”, dove attori professionisti guidati da una regia e coordinati dal team di Newton mettono a dura prova il manager, che si trova a prendere decisioni sotto stress e sotto l’implacabile morsa del tempo. Dopo una fase introduttiva in cui vengono presentate e accettate le regole del gioco – fase apparentemente banale ma che può determinare tutto lo svolgimento della prova, finanche il suo esito – il manager inizia una vera e propria esplorazione di sé stesso, in cui le quattro competenze fondamentali sono valutate in ogni istante:

  1. «Results orientation»: la capacità di prendere decisioni velocemente e agire per ottenere il risultato.
  2. «Context reading»: l’abilità di leggere le variabili in gioco, comprese le dinamiche relazionali.
  3. «Complex thinking»: la capacità di seguire l’andamento dell’azione senza perdere il contatto con un punto di vista ampio e omnicomprensivo, che renda ragione delle proprie azioni e di quelle degli altri individui.
  4. «Context generation»: che si riferisce alla disposizione del singolo a creare un contesto relazionale.

Al termine della prova segue un momento di autovalutazione, ulteriore test che ha lo scopo di indagare il livello di consapevolezza legato alle decisioni maturate nel corso della prova. E dopo circa due settimane, al manager viene recapitato il video integrale della prova, arricchito dall’analisi degli specialisti Newton. Da qui il percorso può dirsi concluso, oppure aprirsi verso nuovi orizzonti, come sessioni di coaching individuali o seminari.

Perché Kube è efficace
Kube ha la potenza di un doppio schiaffo. Da una parte, quello spiazzante dal punto di vista emotivo rappresentato dagli eventi che si succedono in rapida evoluzione. Dall’altra quello degli effetti, evidenti e implacabili, delle decisioni prese. E da qui la sua efficacia: Kube è in grado di produrre tracce ben codificate e diluite nel tempo, così da fornire un’utilissima memoria storica per i manager, che possono individuare i propri punti di crescita e imbastire efficaci piani d’azione.
Ed è un’esperienza potenzialmente ripetibile, che non mette mai di fronte ai soliti, confortevoli, stilemi, ma continua a sfidare di volta in volta, trasportando il manager al centro esatto di una dimensione in cui affrontare luci e ombre dei propri processi decisionali e gli automatismi mentali ad essi collegati.
Un’opportunità per lasciare sulla porta granitiche certezze ed assiomi familiari, spogliarsi delle proprie convinzioni e mettersi totalmente a nudo, così da svelare – ma sarebbe meglio dire, svelarsi – debolezze e lacune. Ed iniziare, da subito, a lavorarci su.

Del resto, il leader è solo. Solo, in questo caso, in un viaggio quasi epico verso il proprio miglioramento.

Write a comment